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Benvenuti a CasaCamillo

LEGGE & ANIMALI

 

In questa pagina del nostro sito elenchiamo solo alcune delle più importanti norme che regolano la "difficile" vita degli animali con l'uomo.

Abbiamo recentemente appreso da Corriere del Web una pregevole iniziativa che teniamo a segnalarvi, il sito internet diritto degli animali, on-line dal 1° dicembre 2008.

All'interno del sito, ad oggi ancora in allestimento, sarà reperibile una completa raccolta delle normative comunitari, nazionali, regionali, provinciali e comunali vigenti, un repertorio di sentenze di legittimità e di merito. Si tratta del più vasto archivio on-line esistente in materia, indirizzato ad una vasta tipologia di utilizzatori, dal singolo proprietario di pet agli Enti Pubblici e Privati.  

Ringraziamo, pertanto, l'Avv. Massimiliano Bacillieri, già responsabile dell'Ufficio legale di FederFauna e direttore del sito in argomento, che saprà colmare quelle inevitabili lacune normative che ogni addetto ai lavori (amministratori pubblici, allevatori, privati) ha capitalizzato in anni di disorientamento legislativo. 


 

 Dichiarazione universale dei diritti degli animali 

 

Considerato che ogni animale ha diritti,

Considerato che il disconoscimento e il disprezzo di questi diritti hanno portato e continuano a portare l'uomo a commettere crimini contro la Natura e contro gli animali,

Considerato che il riconoscimento da parte della specie umana del diritto all'esistenza delle altre specie animali costituisce il fondamento della coesistenza delle specie nel mondo,

Considerato che genocidi sono perpetrati dall'uomo e altri ancora se ne minacciano,

Considerato che il rispetto degli animali da parte dell'uomo è legato al rispetto degli uomini fra loro,

Considerato che l'educazione deve insegnare sin dall'infanzia ad osservare, comprendere, rispettare ed amare gli animali,

Si proclama:

Articolo 1

Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita ed hanno gli stessi diritti all'esistenza.

Articolo 2

1 - Ogni animale ha diritto al rispetto

2 - L'uomo, in quanto specie animale, non può attribuirsi il diritto di sterminare gli altri animali, o di sfruttarli violando questo diritto. Egli ha il dovere di mettere le sue conoscenze al servizio degli animali.

3 - Ogni animale ha diritto alla considerazione, alle cure ed alla protezione dell'uomo.

Articolo 3

1 - Nessun animale dovrà  essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudeli.

2 - Se la soppressione di un animale è necessaria, deve essere istantanea, senza dolore, ne angoscia.

Articolo 4

1 - Ogni animale che appartiene ad una specie selvaggia ha il diritto di vivere nel suo ambiente naturale, terrestre, aereo o acquatico ed il diritto di riprodursi.

2 - Ogni privazione della libertà, anche se a fini educativi, è contraria a questo diritto.

Articolo 5

1 - Ogni animale appartenente ad una specie che vive abitualmente nell'ambiente dell'uomo ha il diritto di vivere e di crescere secondo il ritmo e nelle condizioni di vita e di libertà  che sono proprie della sua specie.

2- Ogni modifica di questo ritmo e di queste condizioni imposta dall'uomo a fini mercantili è contraria a questo diritto.

Articolo 6

1 - Ogni animale che l'uomo ha scelto per compagno ha diritto ad una durata della vita conforme alla sua longevità.

2 - L'abbandono di un animale è un atto crudele e degradante.

Articolo 7

Ogni animale che lavora ha diritto a limiti ragionevoli della durata e dell'integrità  del lavoro, ad un'alimentazione adeguata ed al riposo.

Articolo 8

1 - La sperimentazione animale che implica una sofferenza fisica e psichica è incompatibile con i diritti dell'animale sia che si tratti di una sperimentazione medica, scientifica, commerciale sia di ogni altra forma di sperimentazione.

2 - Le tecniche sostitutive devono essere utilizzate e sviluppate.

Articolo 9

Nel caso che l'animale sia allevato per l'alimentazione, deve essere nutrito, alloggiato, trasportato e ucciso senza che per lui ne risulti ansietà  o dolore.

Articolo 10

1 - Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell'uomo.

2 - Le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano animali sono incompatibili con la dignità   dell'animale.

Articolo 11

Ogni atto che comporti l'uccisione di un animale senza necessità  è  biocidio, cioè un delitto contro la vita.

Articolo 12

1 - Ogni atto che comporti l'uccisione di un gran numero di animali selvaggi è un genocidio, cioè  un delitto contro la specie.

2 - L'inquinamento e la distruzione dell'ambiente naturale portano al genocidio.

Articolo 13

1 - L'animale morto deve essere trattato con rispetto.

2 - Le scene di violenza di cui gli animali sono vittime devono essere proibite al cinema e alla televisione, a meno che non abbiano come fine di mostrare un attentato ai diritti dell'animale.

Articolo 14

1 - Le associazioni di protezione e di salvaguardia degli animali devono essere rappresentate a livello governativo.

2 - I diritti dell'animale devono essere difesi dalla Legge come i diritti dell'uomo.

 


 

Passaporto Ue per gli animali domestici

(Regolamento Ue 998/2003)

 

Passaporto europeo obbligatorio dal 1° ottobre 2004 per cani, gatti e furetti da compagnia al

seguito. Non più utilizzabili quindi i formati alternativi dei certificati sanitari e dei passaporti, come

concesso in deroga nell'estate scorsa dalla Commissione. Il regolamento n. 998 del Parlamento

europeo e del Consiglio (GUCE L 146 del 13.06.2003) si riferisce ai movimenti degli animali tra gli

Stati europei o in entrata da Paesi terzi. Sono esclusi i movimenti finalizzati alla vendita o al

trasferimento di proprietà. I dati riportati sullo speciale passaporto (Decisione N. 803 della

Commissione, del 26.11.2003) consentiranno l'identificazione dell'animale, del suo proprietario, e

riporteranno le pratiche veterinarie effettuate per garantire lo stato di buona salute (la

vaccinazione antirabbica è obbligatoria in tutti gli Stati). Degli spazi a parte sono infine riservati al

numero di identificazione del microchip sottocutaneo, alla data di impianto e alla sua

localizzazione. I campi dedicati a questa recente pratica di identificazione elettronica degli animali

devono essere già compilati per poterli trasferire nel Regno Unito, in Irlanda e a Malta. Se i

microchip utilizzati non fossero conformi alle norme ISO 11784 o 11785, i proprietari o le persone

delegate al trasferimento degli animali in quei Paesi dovranno portare con sé lo strumento di

lettura. L'uso del microchip al posto del tatuaggio diverrà obbligatorio in tutti i Stati europei tra otto

anni. Le autorità del Regno Unito, dell'Irlanda, della Svezia e di Malta richiedono inoltre che per i

prossimi cinque anni i passaporti degli animali in entrata riportino la certificazione dell'analisi per

gli anticorpi della rabbia, con esito pari ad almeno 0,5 Ul/ml. Questa prova sierologica dovrà

essere effettuata almeno sei mesi prima della partenza per il Regno Unito, per l'Irlanda e per

Malta, e almeno 120 giorni prima della partenza per la Svezia. Gli Stati europei hanno infine la

facoltà di richiedere un trattamento sanitario preventivo contro la tenia e le zecche. Il nuovo

documento ha degli spazi dedicati anche per queste certificazioni. (1 ottobre 2004)

 

REGOLAMENTO (CE) N. 998/2003 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del

26 maggio 2003 relativo alle condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non

commerciale di animali da compagnia e che modifica la direttiva 92/65/CEE del Consiglio

 

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 37 e l'articolo 152,

paragrafo 4, lettera b),

vista la proposta della Commissione,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo,

previa consultazione del Comitato delle regioni,

deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato, visto il progetto comune

approvato dal comitato di conciliazione il 18 febbraio 2003, considerando quanto segue:

(1) È necessario armonizzare le condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti, privi di

qualsiasi carattere commerciale, di animali da compagnia tra gli Stati membri e in provenienza da

paesi terzi e soltanto misure adottate a livello comunitario possono consentire di realizzare tale

obiettivo.

(2) Il presente regolamento si applica ai movimenti di animali vivi di cui all'allegato I del

trattato. Alcune disposizioni, in particolare quelle relative alla rabbia, hanno il diretto obiettivo di

proteggere la salute pubblica, mentre altre riguardano esclusivamente la salute degli animali.

L'articolo 37 e l'articolo 152, paragrafo 4, lettera b), del trattato costituiscono pertanto la base

giuridica adeguata.

(3) Nell'ultimo decennio la situazione sanitaria in materia di rabbia è straordinariamente

migliorata sulla totalità del territorio comunitario, grazie all'attuazione di programmi di vaccinazione

orale delle volpi nelle regioni colpite dall'epidemia di rabbia della volpe che ha imperversato

nell'Europa nordorientale a partire dagli anni '60.

(4) Ciò ha indotto il Regno Unito e la Svezia ad abbandonare il sistema della quarantena

semestrale in vigore da alcuni decenni e ad adottare un sistema alternativo meno vincolante e con

un grado di sicurezza equivalente. È pertanto opportuno prevedere, a livello comunitario,

l'applicazione di un regime specifico per i movimenti di animali da compagnia verso i suddetti Stati

membri per un periodo transitorio di cinque anni e che la Commissione, alla luce dell'esperienza

acquisita e del parere scientifico dell'autorità europea per la sicurezza alimentare, presenti per

tempo una relazione corredata delle opportune proposte. È altresì opportuno prevedere una

procedura rapida per decidere la proroga temporanea del regime transitorio di cui sopra, in

particolare se la valutazione scientifica dell'esperienza acquisita dovesse richiedere tempi più

lunghi di quelli che si possono prevedere ora.

(5) La maggior parte dei casi di rabbia osservati in animali carnivori da compagnia sul territorio

della Comunità riguarda ormai animali originari di paesi terzi nei quali la rabbia continua ad essere

endemica nelle città. È quindi opportuno rendere più rigorose le condizioni di polizia sanitaria

finora generalmente applicate dagli Stati membri all'introduzione di animali carnivori da compagnia

provenienti da tali paesi terzi.

(6) Tuttavia, è opportuno prevedere deroghe per i movimenti in provenienza da paesi terzi che,

dal punto di vista sanitario, appartengono alla medesima area geografica cui appartiene la

Comunità.

(7) L'articolo 299, paragrafo 6, lettera c), del trattato e il regolamento (CEE) n. 706/73 del

Consiglio [1], del 12 marzo 1973, relativo alla regolamentazione comunitaria applicabile alle Isole

normanne e all'isola di Man per quanto concerne gli scambi di prodotti agricoli, prevedono che la

legislazione veterinaria comunitaria si applichi alle Isole normanne e all'isola di Man, che pertanto

fanno parte del Regno Unito ai fini del presente regolamento.

(8) È altresì opportuno definire il quadro normativo delle condizioni sanitarie applicabili ai

movimenti non commerciali di specie animali non esposte alla rabbia o epidemiologicamente non

significative per quanto riguarda tale malattia, nonché per altre affezioni cui sono sensibili le

specie di animali di cui all'allegato 1.

(9) È opportuno che il presente regolamento sia applicato fatto salvo il regolamento (CE) n.

338/97 del Consiglio [2], del 9 dicembre 1996, relativo alla protezione di specie della flora e della

fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio.

(10) Le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento sono adottate secondo la

decisione 1999/468/CE del Consiglio [3], del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle

competenze di esecuzione conferite alla Commissione.

(11) Le disposizioni comunitarie esistenti in materia di polizia sanitaria e più in particolare la

direttiva 92/65/CEE del Consiglio [4], del 13 luglio 1992, che stabilisce norme sanitarie per gli

scambi e le importazioni nella Comunità di animali, sperma, ovuli e embrioni non soggetti, per

quanto riguarda le condizioni di polizia sanitaria, alle normative comunitarie specifiche di cui

all'allegato A, sezione I, della direttiva 90/425/CEE, si applicano generalmente soltanto agli scambi

di natura commerciale.

Al fine di evitare che movimenti commerciali siano dissimulati fraudolentemente come

movimenti non commerciali di animali da compagnia ai sensi del presente regolamento, è

opportuno modificare le disposizioni della direttiva 92/65/CEE relative ai movimenti degli animali

delle specie indicate nelle parti A e B dell'allegato I, allo scopo di garantirne l'uniformazione con le

disposizioni del presente regolamento. È opportuno altresì prevedere la possibilità di fissare il

numero massimo di animali che possono essere oggetto di un movimento ai sensi del presente

regolamento oltre il quale si applicano le norme relative agli scambi.

(12) Le misure di cui al presente regolamento intendono garantire un livello di sicurezza

sufficiente per i rischi sanitari considerati. Non costituiscono ostacoli ingiustificati ai movimenti che

rientrano nel suo ambito di applicazione in quanto sono basate sulle conclusioni dei gruppi di

esperti consultati in merito, in particolare sulla relazione del Comitato scientifico veterinario del 16

settembre 1997,

 

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

 

CAPITOLO I

Disposizioni generali

Articolo 1

Il presente regolamento fissa le condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti a

carattere non commerciale di animali da compagnia, nonché le regole relative al controllo di tali

movimenti.

Articolo 2

Il presente regolamento si applica ai movimenti tra Stati membri o in provenienza da paesi

terzi degli animali da compagnia delle specie elencate nell'allegato I.

Esso si applica fatto salvo il regolamento (CE) n. 338/97.

Il presente regolamento lascia impregiudicate le disposizioni fondate su considerazioni diverse

da quelle di polizia sanitaria e volte a limitare i movimenti di talune specie o razze di animali da

compagnia.

Articolo 3

Ai fini del presente regolamento si intende per:

a) "animali da compagnia": gli animali delle specie elencate nell'allegato I accompagnati dal

loro proprietario o da una persona fisica che ne assume la responsabilità per conto del proprietario

durante il movimento e non destinati alla vendita o al trasferimento di proprietà;

b) "passaporto" [5]: qualsiasi documento che consenta di identificare chiaramente l'animale da

compagnia e che contenga le indicazioni che permettono di accertarne lo status in relazione al

presente regolamento, documento che deve essere elaborato a norma dell'articolo 17, secondo

comma;

c) "movimento": qualsiasi spostamento di un animale da compagnia tra Stati membri, la sua

introduzione o la sua reintroduzione nel territorio della Comunità in provenienza da un paese terzo.

Articolo 4

1. Durante un periodo transitorio di otto anni a decorrere dall'entrata in vigore del presente

regolamento gli animali delle specie di cui all'allegato I, parti A e B, si considerano identificati se

dotati:

a) di un tatuaggio chiaramente leggibile, oppure

b) di un sistema elettronico di identificazione (trasponditore).

Nel caso di cui al primo comma, lettera b), se il trasponditore non è conforme alla norma ISO

11784 o all'allegato A della norma ISO 11785 [6], il proprietario o la persona fisica che assume la

responsabilità degli animali da compagnia per conto del proprietario deve, in occasione di

qualsiasi controllo, fornire i mezzi necessari per la lettura del trasponditore.

2. Qualsiasi sistema di identificazione dell'animale deve essere accompagnato dall'indicazione

dei dati che consentono di risalire al nome e all'indirizzo del proprietario dell'animale.

3. Gli Stati membri i quali richiedono che gli animali introdotti nel loro territorio senza essere

sottoposti a quarantena siano identificati a norma del paragrafo 1, primo comma, lettera b),

possono continuare a farlo durante il periodo transitorio.

4. Dopo il periodo transitorio, solo il metodo di cui al paragrafo 1, primo comma, lettera b), è

accettato quale mezzo di identificazione di un animale.

 

CAPITOLO II

Disposizioni relative ai movimenti tra Stati membri

Articolo 5

1. In occasione dei loro movimenti gli animali da compagnia delle specie di cui all'allegato I,

parti A e B, devono, fatti

salvi i requisiti previsti all'articolo 6:

a) essere identificati a norma dell'articolo 4, e

b) essere muniti di un passaporto rilasciato da un veterinario abilitato dall'autorità competente,

attestante l'esecuzione di

una vaccinazione o, se del caso, di una nuova vaccinazione antirabbica in corso di validità

conformemente alle raccomandazioni del laboratorio di fabbricazione, realizzata sull'animale in

questione con un vaccino inattivato di almeno un'unità antigenica per dose (norma OMS) [7].

2. Gli Stati membri possono autorizzare i movimenti degli animali di cui all'allegato I, parti A e

B, di meno di tre mesi, non vaccinati, purché siano muniti di un passaporto e abbiano soggiornato

dalla nascita nel luogo in cui sono nati, senza entrare in contatto con animali selvatici che possono

essere stati esposti ad infezione o purché siano accompagnati dalla madre da cui sono ancora

dipendenti.

Articolo 6

1. Per un periodo transitorio di cinque anni a decorrere dall'entrata in vigore del presente

regolamento, l'introduzione degli animali da compagnia di cui all'allegato I, parte A, nel territorio

dell'Irlanda, della Svezia e del Regno Unito è subordinata all'osservanza dei seguenti requisiti:

- devono essere identificati a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, primo comma, lettera b), a

meno che lo Stato membro di destinazione autorizzi anche l'identificazione a norma dell'articolo 4,

paragrafo 1, primo comma, lettera a), e

- devono essere muniti di un passaporto, rilasciato da un veterinario abilitato dall'autorità

competente, attestante, oltre al soddisfacimento dei requisiti di cui all'articolo 5, paragrafo 1,

lettera b), l'esecuzione di una titolazione di anticorpi neutralizzanti pari ad almeno 0,5 Ul/ml

effettuata in un laboratorio riconosciuto su un campione prelevato entro i termini fissati dalle

norme nazionali in vigore alla data di cui all'articolo 25, secondo comma.

Tale titolazione di anticorpi non dev'essere rinnovata su animali che, dopo la titolazione, siano

stati regolarmente rivaccinati agli intervalli previsti all'articolo 5, paragrafo 1, senza interruzione del

protocollo di vaccinazione prescritto dal laboratorio fabbricante.

Lo Stato membro di destinazione può esonerare i movimenti degli animali da compagnia tra i

suddetti tre Stati membri dalle condizioni di vaccinazione e di titolazione di anticorpi di cui al primo

comma del presente paragrafo conformemente alle norme nazionali in vigore alla data di cui

all'articolo 25, secondo comma.

2. Salvo deroga concessa dall'autorità competente per tener conto di casi specifici, gli animali

di meno di tre mesi delle specie di cui all'allegato I, parte A, non possono formare oggetto di

movimento prima di aver raggiunto l'età richiesta per la vaccinazione e di essere stati sottoposti,

ove previsto dalle disposizioni, ad un test volto a determinare la titolazione degli anticorpi.

3. Il periodo transitorio previsto al paragrafo 1 può essere prorogato dal Parlamento europeo e

dal Consiglio che deliberano su proposta della Commissione, in conformità del trattato.

Articolo 7

I movimenti tra Stati membri o provenienti da un territorio di cui all'allegato II, parte B, sezione

2, di animali delle specie di cui all'allegato I, parte C, non sono soggetti ad alcuna condizione per

quanto riguarda la rabbia. Se necessario, condizioni particolari, compresa un'eventuale limitazione

del numero di animali, e un modello di certificato di cui devono essere muniti i suddetti animali

possono essere definiti per altre malattie secondo la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2.

 

CAPITOLO III

Disposizioni relative ai movimenti provenienti da paesi terzi

Articolo 8

1. Gli animali da compagnia delle specie di cui all'allegato I, parti A e B, devono, in occasione

di un movimento:

a) quando provengono da un paese terzo di cui all'allegato II, parte B, sezione 2 e parte C, e

sono introdotti:

i) in uno degli Stati membri di cui all'allegato II, parte B, sezione 1, soddisfare i requisiti di cui

all'articolo 5, paragrafo 1;

ii) in uno degli Stati membri di cui all'allegato II, parte A, direttamente o dopo il transito in uno

dei territori di cui all'allegato II, parte B, soddisfare i requisiti di cui all'articolo 6;

b) quando provengono da un altro paese terzo e sono introdotti:

i) in uno degli Stati membri di cui all'allegato II, parte B, sezione 1:

- essere identificati mediante il sistema di identificazione definito all'articolo 4, e

- aver formato oggetto:

- di una vaccinazione antirabbica conforme al disposto dell'articolo 5 e

- di una titolazione di anticorpi neutralizzanti pari ad almeno 0,5 Ul/ml effettuata su un

campione prelevato da un veterinario abilitato almeno trenta giorni dopo la vaccinazione e tre mesi

prima del movimento.

Non è necessario effettuare nuovamente la titolazione di anticorpi su un animale da

compagnia che formi oggetto di rivaccinazione agli intervalli previsti all'articolo 5, paragrafo 1.

Tale termine di tre mesi non si applica in caso di reintroduzione di un animale da compagnia il

cui passaporto attesti che la titolazione è stata effettuata con risultato positivo prima che il

suddetto animale abbia lasciato il territorio della Comunità;

ii) direttamente oppure previo transito in uno dei territori di cui all'allegato II, parte B, in uno

degli Stati membri di cui all'allegato II, parte A, essere messi in quarantena, a meno che

soddisfino le condizioni di cui all'articolo 6 dopo la loro introduzione nella Comunità.

2. Gli animali da compagnia devono essere accompagnati da un certificato rilasciato da un

veterinario ufficiale oppure, in caso di reintroduzione, da un passaporto che attesti l'osservanza

delle disposizioni del paragrafo 1.

3. In deroga alle disposizioni precedenti:

a) gli animali da compagnia che provengono dai territori di cui all'allegato II, parte B, sezione

2, per i quali è stato constatato secondo la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2, che tali

territori applicano norme almeno equivalenti alle norme comunitarie di cui al presente capitolo,

sono soggetti alle norme del capitolo II;

b) i movimenti di animali da compagnia rispettivamente tra San Marino, il Vaticano e l'Italia,

Monaco e la Francia, Andorra e la Francia o la Spagna, la Norvegia e la Svezia possono

continuare alle condizioni previste dalle norme nazionali vigenti alla data di cui all'articolo 25,

secondo comma;

c) secondo la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2, e secondo condizioni da

determinare, l'introduzione di animali da compagnia di età inferiore a tre mesi delle specie di cui

all'allegato I, parte A, non vaccinati, può essere autorizzata in provenienza da paesi terzi compresi

nell'elenco dell'allegato II, parti B e C, ove la situazione del paese interessato in materia di malattia

della rabbia lo giustifichi.

4. Le modalità di applicazione del presente articolo e, in particolare, il modello di certificato

sono adottati secondo la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2.

Articolo 9

Le condizioni applicabili ai movimenti di animali delle specie di cui all'allegato I, parte C, in

provenienza da paesi terzi, nonché il modello di certificato che deve scortare tali animali, sono

fissati secondo la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2.

Articolo 10

Prima della data di cui all'articolo 25, secondo comma, e secondo la procedura di cui

all'articolo 24, paragrafo 2, è stabilito l'elenco dei paesi terzi di cui all'allegato II, parte C. Per

figurare in tale elenco, un paese terzo deve comprovare preliminarmente il suo statuto per quanto

riguarda la malattia della rabbia e gli elementi seguenti:

a) obbligatorietà della notifica alle autorità del sospetto della malattia della rabbia;

b) istituzione da almeno due anni di un sistema di sorveglianza efficace;

c) capacità della struttura e dell'organizzazione dei servizi veterinari di garantire la validità dei

certificati;

d) attuazione di tutte le misure regolamentari per la prevenzione e il controllo della rabbia,

comprese le norme concernenti le importazioni;

e) esistenza di una normativa per quanto riguarda l'immissione sul mercato dei vaccini

antirabbici (elenco dei vaccini autorizzati e dei laboratori).

Articolo 11

Gli Stati membri forniscono al pubblico informazioni chiare e facilmente accessibili in merito ai

requisiti sanitari relativi ai movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia nel

territorio comunitario e in merito alle condizioni della loro introduzione oppure reintroduzione in

detto territorio.

Essi garantiscono altresì che il personale ai posti di frontiera sia pienamente informato di tale

regolamentazione e in grado di applicarla.

Articolo 12

Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché gli animali da compagnia introdotti nel

territorio comunitario in provenienza da un paese terzo diverso dai paesi di cui all'allegato II, parte

B, sezione 2, siano sottoposti:

a) se il numero di animali da compagnia è inferiore o pari a cinque, ad un controllo

documentale e ad un controllo di identità da parte dell'autorità competente del luogo di ingresso

dei viaggiatori nel territorio comunitario;

b) se il numero di animali da compagnia è superiore a cinque, ai requisiti e ai controlli della

direttiva 92/65/CEE.

Gli Stati membri designano l'autorità responsabile di tali controlli e ne informano

immediatamente la Commissione.

Articolo 13

Ciascuno Stato membro stabilisce l'elenco dei luoghi di ingresso di cui all'articolo 12 e lo

trasmette agli altri Stati membri e alla Commissione.

Articolo 14

Per ogni movimento dell'animale il proprietario o la persona fisica che assume la

responsabilità dell'animale da compagnia deve presentare alle autorità preposte ai controlli un

passaporto o il certificato di cui all'articolo 8, paragrafo 2, attestante la conformità dell'animale alle

condizioni previste per il movimento di cui trattasi.

In particolare, nel caso di cui all'articolo 4, paragrafo 1, primo comma, lettera b), qualora il

trasponditore non sia conforme alla norma ISO 11784 o all'allegato A della norma ISO 11785, il

proprietario o la persona fisica che assume la responsabilità dell'animale da compagnia deve, ad

ogni controllo, fornire i mezzi necessari alla lettura del trasponditore.

Qualora da tali controlli risulti che l'animale non soddisfa i requisiti previsti dal presente

regolamento, l'autorità competente in consultazione con il veterinario ufficiale decide:

a) di rispedire l'animale verso il paese di origine, ovvero

b) di isolarlo sotto controllo ufficiale per la durata necessaria a soddisfare i requisiti sanitari

previsti, a spese del proprietario o della persona fisica che ne assume la responsabilità, oppure

c) in ultima istanza, la soppressione dell'animale, senza compensazione finanziaria, quando la

sua rispedizione o l'isolamento in quarantena non siano realizzabili.

Gli Stati membri devono controllare che gli animali, il cui ingresso nel territorio della Comunità

non è autorizzato, vengano alloggiati sotto controllo ufficiale in attesa della loro rispedizione o di

ogni altra decisione amministrativa.

 

CAPITOLO IV

Disposizioni comuni e finali

Articolo 15

Per quanto riguarda la rabbia, se le condizioni applicabili a un movimento prevedono una

titolazione di anticorpi, il prelievo deve essere effettuato da un veterinario abilitato e il test deve

essere realizzato da un laboratorio riconosciuto ai sensi della decisione 2000/258/CE del Consiglio

[8], del 20 marzo 2000, che designa un istituto specifico responsabile per la fissazione dei criteri

necessari alla standardizzazione dei test sierologici di controllo dell'azione dei vaccini antirabbici.

Articolo 16

Durante un periodo transitorio di cinque anni a decorrere dall'entrata in vigore del presente

regolamento, gli Stati membri che dispongono di norme specifiche di controllo dell'echinococcosi e

delle zecche alla data di entrata in vigore del presente regolamento possono subordinare

l'introduzione degli animali da compagnia nel loro territorio al rispetto dei medesimi requisiti.

A tal fine essi trasmettono alla Commissione una relazione sulla situazione della malattia di cui

trattasi che giustifichi la necessità di una garanzia supplementare per prevenire il rischio di

penetrazione della malattia stessa.

La Commissione informa gli Stati membri nell'ambito del comitato di cui all'articolo 24 di dette

garanzie complementari.

Articolo 17

Per i movimenti di animali delle specie di cui all'allegato I, parti A e B, possono essere fissati,

secondo la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2, requisiti di carattere tecnico diversi da

quelli stabiliti dal presente regolamento.

I modelli del passaporto di cui devono essere muniti gli animali delle specie di cui all'allegato I,

parti A e B, in occasione di un movimento sono fissati secondo la procedura di cui all'articolo 24,

paragrafo 2.

Articolo 18

Si applicano le misure di salvaguardia previste dalle direttive 90/425/CEE del Consiglio [9], del

26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari

di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato

interno, e 91/496/CEE del Consiglio [10], del 15 luglio 1991, che fissa i principi relativi

all'organizzazione dei controlli veterinari per gli animali che provengono dai paesi terzi e che sono

introdotti nella Comunità e che modifica le direttive 89/662/CEE, 90/ 425/CEE e 90/675/CEE.

In particolare, su richiesta di uno Stato membro o su iniziativa della Commissione qualora la

situazione relativa alla rabbia in uno Stato membro o in un paese terzo lo giustifichi, può essere

adottata una decisione, secondo la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 3, affinché gli animali

delle specie di cui all'allegato I, parti A e B, in provenienza dal territorio in questione soddisfino i

requisiti previsti all'articolo 8, paragrafo 1, lettera b).

Articolo 19

L'allegato I, parte C e l'allegato II, parti B e C, possono essere modificati secondo la procedura

di cui all'articolo 24, paragrafo 2, al fine di tenere conto dell'evoluzione, sul territorio comunitario o

nei paesi terzi, della situazione relativa alle malattie delle specie di animali contemplate dal

presente regolamento, in particolare la rabbia, e di fissare ai fini del presente regolamento, se

necessario, un numero limite di animali che possono formare oggetto di un movimento.

Articolo 20

Le disposizioni di applicazione di carattere tecnico sono adottate secondo la procedura di cui

all'articolo 24, paragrafo 2.

Articolo 21

Le eventuali disposizioni di applicazione transitorie possono essere adottate secondo la

procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2, per consentire il passaggio dal regime attuale a quello

fissato dal presente regolamento.

Articolo 22

La direttiva 92/65/CEE è modificata come segue:

1) All'articolo 10:

a) al paragrafo 1, il termine "furetto" è soppresso;

b) i paragrafi 2 e 3 sono sostituiti dal testo seguente:

"2. Per formare oggetto di scambi, i gatti, i cani e i furetti devono soddisfare i requisiti di cui

agli articoli 5 e 16 del regolamento (CE) n. 998/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del

26 maggio 2003, relativo alle condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non

commerciale di animali da compagnia e che modifica la direttiva 92/65/CEE del Consiglio.

Il certificato di cui devono essere muniti gli animali deve inoltre attestare che un esame clinico

è stato effettuato 24 ore prima della spedizione da un veterinario abilitato dall'autorità competente,

da cui risulti che gli animali godono di buona salute e sono atti a sopportare il trasporto fino alla

destinazione.

3. In deroga al paragrafo 2, se gli scambi sono destinati all'Irlanda, al Regno Unito o alla

Svezia, i gatti, i cani e i furetti devono soddisfare i requisiti di cui agli articoli 6 e 16 del

regolamento (CE) n. 998/2003.

Il certificato di cui devono essere muniti gli animali deve inoltre attestare che un esame clinico

è stato effettuato 24 ore prima della spedizione da un veterinario abilitato dall'autorità competente,

da cui risulti che gli animali godono di buona salute e sono atti a sopportare il trasporto fino alla

destinazione.

c) al paragrafo 4, dopo il termine "carnivori" sono aggiunti i termini seguenti:

"eccettuate le specie di cui ai paragrafi 2 e 3";

d) il paragrafo 8 è soppresso;

2) all'articolo 16 sono aggiunti i commi seguenti:

"Per quanto riguarda i gatti, i cani e i furetti, le condizioni di importazione devono essere

almeno equivalenti a quelle di cui al capitolo III del regolamento (CE) n. 998/2003.

Il certificato di cui devono essere muniti gli animali deve inoltre attestare che un esame clinico

è stato effettuato 24 ore prima della spedizione da un veterinario abilitato dall'autorità competente,

da cui risulti che gli animali godono di buona salute e sono atti a sopportare il trasporto fino alla

destinazione."

Articolo 23

Anteriormente al 1o febbraio 2007 la Commissione, previo parere dell'Autorità europea per la

sicurezza alimentare sulla necessità di mantenere la ricerca sierologica, sottopone al Parlamento

europeo e al Consiglio una relazione fondata sull'esperienza acquisita e su una valutazione del

rischio, corredata di proposte appropriate per definire il regime da applicare a decorrere dal 1o

gennaio 2008 per gli articoli 6, 8 e 16.

Articolo 24

1. La Commissione è assistita da un comitato.

2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della

decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 8 della stessa.

Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.

3. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della

decisione 1999/468/CE, tenendo conto delle disposizioni dell'articolo 8 della stessa.

Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a quindici

giorni.

4. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.

Articolo 25

Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Esso si applica a decorrere dal 3 luglio 2004.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in

ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, addì 26 maggio 2003.

 

Per il Parlamento europeo

Il Presidente

P. COX

Per il Consiglio

Il Presidente

G. DRYS

 

ALLEGATO I

SPECIE ANIMALI

PARTE A

Cani

Gatti

PARTE B

Furetti

PARTE C

Invertebrati (escluse le api e i crostacei), pesci tropicali decorativi, anfibi, rettili.

Uccelli: tutte le specie [esclusi i volatili previsti dalle direttive 90/539/CEE [11] e 92/65/CEE].

Mammiferi: roditori e conigli domestici.

 

ALLEGATO II

ELENCO DEI PAESI E TERRITORI

 

PARTE A

Svezia

Irlanda

Regno Unito

 

PARTE B

Sezione 1

Stati membri diversi da quelli di cui alla parte A

Sezione 2

Andorra

Islanda

Liechtenstein

Monaco

Norvegia

San Marino

Svizzera

Vaticano

 

PARTE C

Elenco dei paesi terzi o parti di territori di cui all'articolo 10.

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