
Benvenuti nella Casa di Camillo, in Liguria, ad un passo dalle Cinque Terre, dove il clima è mite e le primavere sono lunghe ed assolate, profumate di mare.
Nella Casa di Camillo vivono, al momento, due umani, Matteo e Antonella, e cinque gatti, Sunshine, Rosheen, Diana, Carlotta e Pia.
Antonella, sin dall'infanzia, ha sempre avuto accanto almeno un gatto, condividendo con lui spazi, emozioni, pensieri, ritmi e stile di vita.
Matteo, al contrario, aveva sempre diffidato del nobile felino, giudicandolo selvatico, opportunista e incapace di comunicare con l'uomo.
Quando il destino dei due si è incrociato, Matteo ha visto infrangere il suo sogno di formare una coppia. Quella che riteneva essere la sua anima gemella era dotata di un'appendice inscindibile: una palla di pelo rosso, di nome Camillo, che viveva in simbiosi con Antonella, seguendola passo passo quando lei era in casa, comunicandole ogni sua esigenza con interminabili discorsi, fatti di strani vocalizzi, variamente modulati, che soltanto lei sapeva tradurre.
L'avversità che Matteo nutriva nei confronti della palla di pelo era, però, ricambiata, da Camillo, con una costante opera di corteggiamento, fatta di infiniti gesti d'amore e di devozione e perseguita con caparbietà, sino alla vittoria. Innamorandosi di Camillo, Matteo scopriva l'universo dei gatti, diventandone, col tempo, un appassionato estimatore.
Camillo, d'altro canto, s'applicava con grande zelo nella creazione della sua famiglia. All'ora dei pasti, sedeva a tavola, al posto che si era scelto, equidistante da Matteo e Antonella, e sceglieva chi doveva di volta in volta imboccarlo, tirando il braccio del prescelto con la sua zampetta. La sera, decideva lui l'ora e il modo per coricarsi, tutti tre, nel lettone; era impossibile posticipare il momento o non farlo contemporaneamente: Camillo piangeva disperatamente sin che il suo desiderio non era soddisfatto. Era un vero tiranno, ma quanto era dolce quella schiavitù! La ricompensa era un'inesauribile manifestazione di felicità e di amore: prima la pasta, poi le testatine, ora all'una ora all'altro, poi ancora la pasta, con un ritmo frenetico e tutto accompagnato con fusa rumorose; alla fine s'accomodava al suo posto, continuando a fare le fusa sin che s'addormentava.
Camillo partecipava con entusiasmo ad ogni attività della famiglia, compreso l'arredamento. Ispezionava con gioiosa curiosità ogni mobile o suppellettile che entrava in casa e poi lo collaudava: da quel momento, l'oggetto diventava suo e veniva trattato con cura.
Quando venivano ospiti, era il primo ad accorrere alla porta per i convenevoli, da perfetto padrone di casa; poi s'accomodava e iniziava l'osservazione: se qualcuno si muoveva con troppa confidenza per la casa, veniva severamente redarguito da Camillo, che emetteva una serie di vocalizzi, con un'intonazione di rimprovero.
In ogni stanza, aveva il suo angolo preferito, ma nessuna stanza lo appagava quanto la terrazza dove, nella bella stagione, trascorreva giornate intere ad oziare sulla sua chaise-longue, o all'ombra dei gelsomini. Guardandolo, si percepiva appieno il significato del "godersi la vita".
In un tardo pomeriggio di novembre, quattro mesi prima del suo diciannovesimo compleanno, Camillo, dopo aver salutato la sua mamma, il suo papà e la sua casa, è andato a riposare sul ponte dell'arcobaleno.
La casa è diventata vuota e triste e non voleva addobbarsi a festa per festeggiare il Natale e così è arrivato Sunshine che, proprio come la luce del sole ha rischiarato le stanze buie. Dopo qualche mese, è arrivata anche Rosheen, poi la piccola Diana, la Carlotta ed infine Pia, perchè la casa di Camillo aveva timore di tornare vuota e triste e voleva accogliere tanti cuccioli gioiosi.
E' così che è nata l'idea dell'allevamento di CasaCamillo: dal desiderio di far crescere gatti felici e capaci di regalare amore. Sunny, Rosy, Diana, Carlotta e Pia si sono ambientati benissimo ed amano gli stessi luoghi amati da Camillo. Hanno una stanza tutta per loro, con un enorme grattino e varie cuccette, ma disdegnano gli arredi per gatti ed amano quelli per umani: i divani, le poltrone e, soprattutto il lettone, dove si dorme sempre in sette. Quanto non piove, poi, amano trascorrere il tempo sulla terrazza, dove corrono tra i gelsomini, sonnecchiano sulla chaise long, o si dedicano all'osservazione di farfalle e uccellini.Lo scopo è duplice: ottenere Scottish Fold e British Shorthair con tipologie di colore diverse dai canoni italiani, un pò troppo legati alle classiche tinte; e poi, naturalmente, garantire ai cuccioli un carattere dolce e socievole, sia con gli umani, sia con gli altri animali.
La scelta delle razze dello Scottish Fold e del British Shorthair è motivata oltre che da dettami di natura meramente estetici, anche dal fatto che gli incroci programmati negli anni dagli allevatori, atti alla definizione dell'attuale standard, hanno incrementato considerevolmente il patrimonio genetico, migliorando a nostro avviso non solo l'aspetto esteriore del gatto "orsetto" ma anche rendendo le due razze praticamente "uniche" dal punto di vista socio-emozionale.
Tralasciamo volutamente i cenni storici sulle razze da noi allevate perchè generosamente esposti su altri siti, guardiamo di addentrarci nell'aspetto fisico e caratteriale di questi meravigliosi animali, considerandole, così come è, con l'unica parola che riassume tutto il loro fascino: ....gatti.




